72) Gramsci. Intellettuali di tipo urbano e rurale.
Secondo Gramsci l'intellettuale di tipo urbano  legato
all'industria e ne segue la sorte. Il suo compito  soprattutto
quello di fare da ponte fra i lavoratori e l'imprenditore.
L'intellettuale di tipo rurale  formato dai tradizionalisti,
che sono ai margini del sistema capitalistico e fanno da ponte fra
i contadini e l'amministrazione dello Stato.
A. Gramsci, La formazione degli intellettuali (Q. ventinovesimo)
(pagina 380).

 Diversa posizione degli intellettuali di tipo urbano e di tipo
rurale. Gli intellettuali di tipo urbano sono concresciuti con
l'industria e sono legati alle sue fortune. La loro funzione pu
essere paragonata a quella degli ufficiali subalterni
nell'esercito: non hanno nessuna iniziativa autonoma
nell'elaborare i piani di costruzione; mettono in rapporto,
articolandola, la massa strumentale con l'imprenditore, elaborano
l'esecuzione immediata del piano di produzione stabilito dallo
stato maggiore dell'industria, controllandone le fasi lavorative
elementari. Nella loro media generale gli intellettuali urbani
sono molto standardizzati; gli altri intellettuali urbani si
confondono sempre pi col vero e proprio stato maggiore
industriale.
Gli intellettuali di tipo rurale sono in gran parte
tradizionali, cio legati alla massa sociale campagnola e
piccolo borghese di citt (specialmente dei centri minori) non
ancora elaborata e messa in movimento dal sistema capitalistico:
questo tipo di intellettuale mette a contatto la massa contadina
con l'amministrazione statale o locale (avvocati, notai, eccetera)
e per questa stessa funzione ha una grande funzione politico-
sociale, perch la mediazione professionale  difficilmente
scindibile dalla mediazione politica. Inoltre: nella campagna
l'intellettuale (prete, avvocato, maestro, notaio, medico,
eccetera) ha un medio tenore di vita superiore o almeno diverso da
quello del medio contadino e perci rappresenta per questo un
modello sociale nell'aspirazione a uscire dalla sua condizione e a
migliorarla. Il contadino pensa sempre che almeno un suo figliolo
potrebbe diventare intellettuale (specialmente prete), cio
diventare un signore, elevando il grado sociale della famiglia e
facilitandone la vita economica con le aderenze che non potr non
avere tra gli altri signori. L'atteggiamento del contadino verso
l'intellettuale  duplice e pare contraddittorio: egli ammira la
posizione sociale dell'intellettuale e in generale dell'impiegato
statale, ma finge talvolta di disprezzarla, cio la sua
ammirazione  intrisa istintivamente da elementi di invidia e di
rabbia appassionata. Non si comprende nulla della vita collettiva
dei contadini e dei germi e fermenti di sviluppo che vi esistono
se non si prende in considerazione, non si studia in concreto e
non si approfondisce, questa subordinazione effettiva agli
intellettuali: ogni sviluppo organico delle masse contadine, fino
a un certo punto,  legato ai movimenti degli intellettuali e ne
dipende.
A. Gramsci, Gli intellettuali, Editori Riuniti, Roma, 1971, pagine
22-23.
